Risparmio energetico
Al foto-committente
Il fotovoltaico è ormai sulla bocca di tutti: molti fiutano l’affare e cercano di capire se è il caso di buttarsi:
dopotutto il tetto c'è, l’esposizione è buona, il sole abbonda... perché continuare a pagare la bolletta all’Enel
che diventa sempre più salata?
Il Committente si rivolge agli amici che se ne intendono: non sono amici, ma conoscenti, non sono esperti ma orecchianti.
Spesso il lavoro è affidato a uno spicciafaccende. Dopotutto, il fotovoltaico è materia polidisciplinare e tanti ci mettono il naso;
il primo che arriva ha spesso il naso più lungo... come Pinocchio.
Egregio Committente, questa lettera aperta (che un nostro abbonato gentilmente le ha recapitato) mette in evidenza alcuni fatti
incontestabili, che potrebbero essere di suo interesse. L’impianto fotovoltaico produce energia elettrica, è quindi di competenza
dell’elettrico, non dell’idraulico o dell'impresa edile che ha rifatto il tetto (salvo per la parte strutturale).
Se l’impianto fotovoltaico è fatto bene, produrrà l’ energia elettrica nella quantità prevista e lei potrà incassare l’incentivo per ripagare
il capitale, con il dovuto interesse. Se invece l’impianto è fatto male lei rischia di perdere in parte il capitale investito.
L’ impianto fotovoltaico deve durare più di venti anni: un periodo molto
lungo per chi sta sempre all’aperto; se non è adeguatamente protetto e
resistente invecchia precocemente, la produzione di energia elettrica
cala e con essa l’incentivo che lei riceverà per l’energia fotovoltaica
prodotta. Inoltre, non potrà consumare l’energia elettrica che l’impianto
fotovoltaico non produce.
Se intende costruire un impianto fotovoltaico le consigliamo quindi di rivolgersi, fin dall’inizio, ad un vero esperto. Un impianto mal fatto
costa molto di più (dopo) di un esperto (prima). In base al nuovo DM 37/08, che ha sostituito la legge 46/90, il Committente deve
affidare i lavori elettrici solo ad imprese abilitate ai sensi del decreto stesso. Inoltre, un impianto fotovoltaico è più pericoloso degli altri impianti elettrici, perché la parte in corrente continua ha una tensione spesso maggiore di 220 V, in genere
di 600 V ~ 700 V. Per di più è impossibile metterlo fuori tensione (di giorno). E gli interventi sugli impianti elettrici sotto
tensione richiedono una abilitazione particolare (persone idonee secondo la norma CEI 11-27).
Una piccola scossa può provocare la caduta dell’operatore dal tetto e se lei ha incaricato una impresa non abilitata ad eseguire
impianti elettrici sarà sicuramente corresponsabile dell’infortunio.
Dovrebbe essere chiaro come il sole!
Con i migliori saluti e auguri di tempo sereno.
